Che cos’è l’ashwagandha?
L’ashwagandha (Withania somnifera, detta anche ginseng indiano) è una pianta della tradizione ayurvedica. Negli integratori alimentari si usano soprattutto la radice in polvere e l’estratto, che può essere standardizzato sul contenuto di withanolidi. Quantità e contenuto di sostanze attive variano molto da un prodotto all’altro, quindi non esiste una dose unica valida per tutti.
Il Centro nazionale statunitense per la salute complementare e integrativa (NCCIH) segnala che le ricerche sull’ashwagandha sono limitate e la qualità delle prove è variabile. Per questo la pagina non offre indicazioni su eventuali effetti, ma solo una panoramica delle quantità abituali sulle etichette.
Quali quantità sono indicate sui prodotti
Negli studi clinici le quantità variano molto a seconda dell’estratto. Per un estratto di radice molto concentrato e usato di frequente, come nello studio di Chandrasekhar et al. del 2012, la quantità giornaliera era di 600 mg di estratto. Tra i prodotti in commercio le quantità comuni vanno da circa 250 a 600 mg di estratto al giorno, mentre per la polvere di radice sono alcuni grammi.
Studi e prodotti differiscono per estratto, standardizzazione e durata. Un confronto tra loro non è quindi possibile. L’unico numero che conta per te è la quantità riportata sulla confezione del prodotto che hai.
Nella scelta di un prodotto è utile guardare anche da quale parte della pianta è ottenuto (radice o foglia), se è indicato l’estratto e quanta radice è stata usata per un grammo di estratto, e se il prodotto è biologico. Per le capsule controlla quanti mg contiene una capsula e quante ne sono previste al giorno, perché i numeri variano molto da un prodotto all’altro.
Sicurezza e fegato
Le segnalazioni di danni al fegato dopo l’assunzione di ashwagandha sono rare, ma esistono. I casi di Islanda e Stati Uniti descritti da Björnsson e colleghi nel 2020 erano associati a ingiallimento della pelle e urine scure. Se noti segnali simili, interrompi il prodotto e cerca assistenza medica.
Per mancanza di dati l’ashwagandha non è raccomandata in gravidanza e durante l’allattamento. Cautela anche per chi ha malattie della tiroide o autoimmuni e per chi assume sedativi o farmaci immunosoppressori. In tutti questi casi parlane prima con un medico.
Domande frequenti
Quanta ashwagandha al giorno?
Dipende dal prodotto. Sulle etichette degli estratti sono spesso indicati 250–600 mg al giorno, per la polvere di radice alcuni grammi. Segui sempre le indicazioni sulla confezione.
L’intervallo di questa pagina è la mia dose?
No. È una panoramica delle quantità abituali sulle etichette, non una raccomandazione personale. Per un consiglio personale parlane con un medico o un farmacista.
Quando non devo assumere ashwagandha?
In gravidanza e durante l’allattamento, in caso di malattie della tiroide o del fegato e se assumi sedativi o farmaci immunosoppressori, parlane prima con un medico.
Che cosa significa estratto standardizzato?
È un estratto con un contenuto definito di sostanze selezionate, nel caso dell’ashwagandha spesso i withanolidi. La quantità di estratto e quella di withanolidi non sono la stessa cosa, quindi leggi l’etichetta.
Per quanto tempo posso assumere ashwagandha?
Gli studi durano di solito da alcune settimane ad alcuni mesi. I dati a lungo termine sono limitati, quindi segui le indicazioni del prodotto e, in caso di dubbi, parlane con un medico.
Fonti
- NCCIH – Ashwagandha: what you need to know
- Chandrasekhar K et al. – A prospective, randomized double-blind, placebo-controlled study of a high-concentration full-spectrum extract of ashwagandha root (2012)
- Björnsson HK et al. – Ashwagandha-induced liver injury: a case series from Iceland and the US Drug-Induced Liver Injury Network (2020)
Aggiornato: ottobre 2026
Calcolo informativo, non sostituisce il parere medico.
