Che cos’è l’ashwagandha?
Conosciuta anche come ginseng indiano e ciliegia d’inverno, l’ashwagandha è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Solanacee. Questo gruppo botanico, noto ufficialmente come Solanaceae, comprende piante culinarie ben note come patate, pomodori, melanzane e peperoni. La pianta produce piccoli frutti rossi e fiorisce con fiori verde-gialli a fine estate, prima che i frutti maturino fino a novembre. Tuttavia, il nostro interesse per l’ashwagandha risiede nelle sue radici.
Negli ultimi anni attorno all’ashwagandha si è creato un discorso che rasenta quello che si potrebbe semplicemente definire codificato spiritualmente, o persino pseudo-intellettuale, perciò facciamo chiarezza subito: l’ashwagandha non è una pianta miracolosa. Non rappresenta nessuna scorciatoia mistica per stati spirituali superiori o, meno ancora, stati farmacologici, e certamente non è un sostituto del giusto riposo.
In sostanza l’ashwagandha appartiene al gruppo delle sostanze chiamate adattogeni. Non nel senso generico dei blog di benessere, ma in un’accezione estremamente specifica fisiologica, che approfondiamo nel nostro articolo dedicato. L’ashwagandha aiuta il Suo organismo ad adattarsi allo stress regolando le modalità con cui i Suoi sistemi rispondono ad esso. Non stimolando o sedando forzatamente il Suo sistema nervoso, ma armonizzando delicatamente l’equilibrio interno e riportandolo verso la linea di base.
Frutto
Perché esiste l’Ashwagandha (per Lei)
L’ashwagandha si posiziona esattamente dove gli stili di vita moderni tendono a creare squilibri. Non si sente del tutto energico, ma nemmeno completamente esausto; non è in piena modalità lotta o fuga, ma è ben lontano dalla tranquillità. In una via di mezzo: vigile, ma il Suo sistema nervoso è al limite. Il corpo umano non è mai stato progettato per una attivazione continua. Eppure, proprio questa è la condizione in cui la vita moderna, con notifiche, scadenze e pressioni, ci trattiene. In un ronzio costante che non si spegne mai del tutto.
Qui entra in gioco l’ashwagandha. Nota scientificamente come Withania somnifera, il suo nome riflette la sua funzione: “somnifera” deriva dal latino e significa “che favorisce il sonno”. Tuttavia la moderna comprensione potrebbe considerarlo un nome improprio: l’ashwagandha non fa addormentare, ma riduce la tensione nervosa e riporta il corpo a uno stato più calmo e basale.
L’ashwagandha viene utilizzata da secoli nei sistemi tradizionali come l’Ayurveda. Tuttavia, la sua radice storica e culturale è, almeno in questo contesto, secondaria: quando attorno a un principio attivo si creano troppi miti, soprattutto quelli provenienti dal subcontinente indiano o dalla foresta amazzonica, diventa difficile trasmettere la scienza che realmente conta. E ciò che conta è questo: l’ashwagandha funziona. I suoi effetti sono guidati principalmente da composti chiamati withanolidi, molecole biologicamente attive che nelle formulazioni moderne sono standardizzate e titolate, per offrire costanza ed efficacia ben oltre l’uso tradizionale crudo.
L’ashwagandha esiste per Lei perché abbiamo costruito una cultura che funziona tramite la stimolazione, dove il caffè è la norma, l’energia è data per scontata e solo il costante agire, attività e produttività vengono premiati. Nessuno pone domande sulla quinta tazzina di caffè, ma non appena qualcosa La aiuta a rallentare anche solo un po’, viene vista con sospetto o come tabù. Come se la tranquillità dovesse essere meritata e il silenzio fosse sinonimo di debolezza.
L’ashwagandha non stordisce o addormenta, semplicemente agisce in sottofondo per ripristinare l’equilibrio al Suo sistema. E in un organismo che è stato spinto troppo a lungo oltre il limite, l’equilibrio stesso può persino sembrare un nuovo modo di esistere.
Cosa fa l’ashwagandha
Prima un riepilogo: ecco cosa fa l’ashwagandha, in termini chiari e diretti. Nella sezione successiva verranno descritti i meccanismi scientifici alla base di ciascuna funzione.
Aiuta a ridurre lo stress e favorisce uno stato mentale più tranquillo
In quanto probabilmente il membro classico del gruppo degli adattogeni, l’ashwagandha è principalmente nota per la sua capacità di aiutare l’organismo ad affrontare meglio lo stress. Può ridurre la sensazione di tensione, nervosismo e sopraffazione, permettendo uno stato mentale più calmo e stabile senza causare sonnolenza o offuscamento.
Migliora la qualità del sonno e il recupero
L’ashwagandha non agisce come un sedativo, in quanto non fa addormentare. Quello che fa è migliorare la qualità del Suo sonno riducendo lo stress di fondo che disturba il riposo. Questo porta a un sonno più profondo, rigenerante e a un recupero migliore. Per un adattogeno più specifico per il sonno, consulti il nostro reishi.
Sostiene livelli sani di testosterone e capacità fisica
L’ashwagandha si è dimostrata di supporto per i livelli di testosterone, soprattutto negli uomini che vivono stress cronico, uno dei fattori più rilevanti per la ridotta produzione di testosterone. Migliorando la risposta allo stress, crea condizioni favorevoli per forza, resistenza e recupero.
Aiuta a regolare i livelli di energia durante la giornata
Anziché offrire uno stimolo momentaneo, l’ashwagandha favorisce la stabilità energetica riducendo la pressione fisiologica indotta dallo stress. Il risultato sono livelli di energia più costanti senza bruschi sbalzi.
Aiuta a ridurre le voglie da stress e sostiene l’equilibrio metabolico
Lo stress cronico può alterare la regolazione dell’appetito e portare a desideri alimentari aumentati, specie per i cibi ricchi di zuccheri. L’ashwagandha può controbilanciare questo effetto sostenendo una risposta più equilibrata allo stress, con un possibile sostegno indiretto a scelte alimentari più sane.
Continui con la prossima sezione per approfondire come l’ashwagandha realizza questi effetti.
Come agisce l’ashwagandha
Meglio essere preparati: questa parte sarà un po’ scientifica. Cercheremo di mantenere una terminologia accessibile, ma la scienza non sarà semplificata.
I principali composti attivi dell’ashwagandha sono i withanolidi, una classe di lattone steroidei che sono strutturalmente simili alle molecole di segnalazione endogene dell’organismo umano. Ciò significa che possiedono strutture chimiche che mimano i composti prodotti naturalmente. Questi composti interagiscono con diversi sistemi, in particolare con quelli coinvolti nella regolazione dello stress, neurotrasmissione, infiammazione e equilibrio ormonale.
Risposta allo stress e regolazione del cortisolo (asse HPA)
Gli effetti più documentati dell’ashwagandha sono incentrati sull’asse HPA, cioè l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, responsabile del coordinamento della risposta allo stress, come illustrato nel nostro articolo sugli adattogeni.
Senza ripetere tutti i dettagli scientifici del blog collegato, in breve: l’asse HPA è concepito per episodi brevi di attivazione. I problemi insorgono quando rimane attivo in modo persistente. Una disfunzione dell’asse HPA, solitamente causata da stress cronico, può portare a livelli costantemente elevati di cortisolo:
Disturba il sonno
Riduce la produzione di testosterone
Interferisce con la regolazione dell’appetito
Aumenta l’accumulo di grasso
Mantiene il sistema nervoso in costante stato di allerta
L’ashwagandha sembra modulare questo sistema riducendo l’iper-attivazione dell’asse HPA. Anziché semplicemente sopprimere il cortisolo, aiuta a normalizzarne i livelli, abbassandoli quando sono elevati e supportando la stabilità nel tempo. Questa è la base di molti dei suoi effetti, descritti di seguito:
Regolazione del sistema nervoso e segnalazione GABA
L’ashwagandha agisce anche tramite il sistema GABAergico, una delle principali vie inibitorie cerebrali. Cosa significa? Il GABA (acido gamma-amminobutirrico) è un neurotrasmettitore responsabile del ridurre l’eccitabilità neuronale. In pratica, agisce come un sistema frenante che rallenta l’attività cerebrale e impedisce che rimanga costantemente iperattiva.
Alcuni withanolidi sembrano:
Potenziar la segnalazione tramite i recettori GABA
Mimare l’azione del GABA
Aumentare la sensibilità cerebrale all’input inibitorio
Il risultato non è una sedazione, ma una maggiore capacità di mantenere la calma. Il sistema nervoso migliora nel de-escalare dopo l’attivazione, senza rimanere “bloccato”.
Testosterone, funzione endocrina e interazione con lo stress
Gli effetti dell’ashwagandha sul testosterone sono strettamente legati alla sua influenza sulla fisiologia dello stress.
Un cortisolo elevato e lo stress cronico possono ridurre l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonade (HPG), che regola la produzione di testosterone. Questa soppressione influisce sulla segnalazione ai testicoli, in particolare alle cellule di Leydig responsabili della sintesi del testosterone.
Riducendo i segnali cronici di stress e normalizzando il cortisolo, l’ashwagandha aiuta a ridurre l’inibizione su questo sistema.
Alcuni studi suggeriscono:
Miglioramento della segnalazione dell'ormone luteinizzante (LH, regolato dall’ipotalamo, stimola la produzione di testosterone)
Miglioramento della funzione testicolare sotto stress, cioè il mantenimento dei livelli di testosterone anche in condizioni stressanti
Il risultato non è una stimolazione artificiale, ma un ritorno e un ripristino delle condizioni favorevoli alla produzione fisiologica di testosterone.
Sono e regolazione circadiana
L’influenza dell’ashwagandha sul sonno non è dovuta a effetti sedativi, bensì alla capacità di ridurre i fattori fisiologici che compromettono il riposo. Cortisolo elevato di sera, attivazione simpatica continua e attività neuronale eccessiva ostacolano l’addormentamento. In pratica: se non riesce a dormire perché preoccupato, o a causa della “tempesta di pensieri”, l’ashwagandha non La farà addormentare, ma aiuterà a disattivare il rumore di fondo.
Lo fa tramite:
Riduzione dei segnali di stress
Attività GABAergica
Stabilizzazione del sistema nervoso
Il risultato è un facilitato passaggio dallo stato di veglia al riposo, che spesso si traduce in:
Addormentamento più facile
Fasi di sonno più profondo
Migliore senso di recupero
Metabolismo energetico e fatica
Lo stress cronico costa energia.
Il continuo aumento del cortisolo eleva la produzione di glucosio, modifica la sensibilità all’insulina e affatica costantemente i sistemi energetici. Nel tempo ciò porta a una fatica che non si risolve con il semplice riposo.
L’ashwagandha contribuisce ad alleggerire questo carico metabolico tramite:
Riduzione di segnali di stress inutili
Miglioramento dell’efficienza mitocondriale (come suggerisce la ricerca recente)
Stabilizzazione del consumo energetico
Il risultato è energia più stabile, non uno stimolo a breve termine.
Voglie, regolazione dell’appetito ed equilibrio metabolico
Lo stress influisce direttamente sulla regolazione dell’appetito attraverso ormoni come cortisolo, grelina e insulina. Un cortisolo elevato può:
Aumentare la voglia di cibi ricchi di calorie e di zuccheri
Interferire con i segnali di sazietà
Favorire l’accumulo di grasso, soprattutto viscerale
Modulando la risposta allo stress, l’ashwagandha supporta indirettamente:
Regolazione dell’appetito più stabile
Riduzione delle voglie legate allo stress
Miglioramento dell’equilibrio metabolico nel tempo
Questo è particolarmente rilevante nei contesti in cui stress e comportamento alimentare sono strettamente correlati.
Effetti antinfiammatori e neuroprotettivi
L’ashwagandha mostra anche significative proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.
I withanolidi e altri composti sembrano:
Inibire NF-κB, un regolatore chiave dell’espressione genica pro-infiammatoria
Ridurre citochine pro-infiammatorie come TNF-α e IL-6
Sostenere le difese antiossidanti contro le specie reattive dell’ossigeno
Nel sistema nervoso ciò può tradursi in:
Riduzione della neuroinfiammazione
Protezione delle strutture neuronali
Miglior salute cerebrale nel lungo termine
Sebbene questi effetti siano meno evidenti nel breve termine, fanno parte del quadro di supporto sistemico offerto dall’ashwagandha.
L’ashwagandha non agisce su una sola via; opera su molteplici sistemi interconnessi, regolando come l’organismo risponde allo stress, riequilibra e mantiene la stabilità interna. E proprio per questo i suoi effetti sono spesso percepiti non come cambiamenti improvvisi, ma come un ritorno della funzione fisiologica del sistema.
Ricerche sull’Ashwagandha
La ricerca sull’ashwagandha è vasta e in continua evoluzione. Nota da decenni come adattogeno classico, la maggior parte delle evidenze attuali si concentra sulle conseguenze della Withania somnifera nella regolazione dello stress. Molti risultati sono promettenti, ma resta ancora molta ricerca da svolgere. Le principali criticità negli studi attuali includono:
Difficoltà nell’identificare i livelli massimi di sicurezza
Riproducibilità dei risultati su popolazioni eterogenee
Possibili interazioni con farmaci assunti contemporaneamente
Utilizzo negli integratori alimentari dove l’ashwagandha è solo una delle diverse piante presenti
Claim EFSA
L’Autorità europea per la sicurezza alimentare non si è ancora espressa sulle ricerche riguardanti l’ashwagandha, la maggior parte delle quali sottoposte per la valutazione già dal 2004. Molte delle ricerche su Withania somnifera restano quindi nell’elenco delle claim in attesa di decisione da parte di EFSA. Ciò significa che per queste claim esistono sufficienti evidenze da poterle utilizzare nelle descrizioni di prodotto e nella comunicazione, senza essere respinte, fintanto che l’iter di approvazione non sia concluso. Tra questi claim per ashwagandha figurano:
L’ashwagandha ha proprietà adattogene
Protegge la salute generale tramite azione antiossidante
Influenza positivamente cuore e sistema cardiovascolare
Aiuta in periodi di tensione psichica e nervosa e stati ansiosi
Favorisce il rilassamento, il benessere emozionale e fisico e contribuisce all’equilibrio emotivo e al benessere generale
Studi internazionali
Nonostante l’iter EFSA sia particolarmente rallentato, la ricerca a livello globale ha confermato molti degli effetti attribuiti tradizionalmente all’ashwagandha. Per offrirLe una panoramica più chiara del suo funzionamento nel contesto reale, ecco alcuni studi chiave da consultare, alcuni già citati nelle note precedenti:
Lattone steroidei da Withania somnifera, una pianta antica per una medicina innovativa
Articolo introduttivo che descrive i composti chimici presenti in Withania somnifera
Revisione ampia sulle potenzialità dell’ashwagandha nel miglioramento della performance sportiva
Spiegazione dei meccanismi attraverso cui l’ashwagandha contribuisce a un sonno salutare
Studio sugli effetti anti-stress e farmacologici dell’estratto di ashwagandha (Withania somnifera)
Descrive come i composti bioattivi dell’ashwagandha interagiscono con i sistemi naturali di risposta allo stress dell’organismo
Modalità d’uso dell’Ashwagandha
L’ashwagandha non è una soluzione singola e rapida. I suoi effetti si accumulano gradualmente, il che significa che la costanza conta molto più del momento o della precisione del dosaggio. Consigliamo fortemente di assumere l’ashwagandha la mattina e durante la giornata per regolare il cortisolo, e di abbinarla a reishi la sera per facilitare il rilassamento e il sonno.
Uso tradizionale
L’ashwagandha è stata una pianta fondamentale della rasayana, uno degli otto rami della medicina ayurvedica, incentrata su longevità e vitalità. La radice veniva tradizionalmente macinata in polvere e mescolata con latte caldo o ghee. La scienza moderna supporta questa pratica in quanto l’ashwagandha contiene composti solubili sia in grassi sia in acqua, il che rende queste combinazioni probabilmente più biodisponibili.
Uso moderno
L’adozione moderna dell’ashwagandha riflette l’ambiente a cui è destinata.
Lo stress cronico, la continua reperibilità e il sovraccarico cognitivo prolungano l’attivazione della risposta allo stress ben oltre i limiti naturali. L’asse HPA funziona al meglio quando lo stress viene interrotto e risolto. Quando questa attivazione diventa costante, l’aumento del cortisolo può iniziare a disturbare il sonno, l’appetito, il metabolismo e l’equilibrio ormonale.
Oggi l’ashwagandha viene comunemente assunta all’interno di routine giornaliere che mirano a restaurare questo equilibrio, spesso sotto forma di estratti standardizzati che garantiscono una determinata concentrazione di withanolidi e risultati ripetibili.
Se fa parte di chi vive uno stress cronico, oppure desidera semplicemente esplorare gli effetti dell’ashwagandha anche in situazioni meno stressanti, continui a leggere per scoprire come assumerla nel modo migliore:
Dosaggio e forme
Oggi Withania somnifera è disponibile in molteplici formati. Si trovano capsule, compresse, polvere essiccata, tè, gommose e persino radice intera. La maggior parte degli studi clinici è stata condotta utilizzando estratti standardizzati — come KSM-66 o Sensoril — generalmente nel range di 300–600 mg al giorno con una precisa quantità di withanolidi.
L’ashwagandha viene anche tradizionalmente assunta come polvere di radice intera, che offre uno spettro più ampio di composti oltre ai soli withanolidi. Questo rende la standardizzazione più complessa, ma rispecchia la pianta nella sua interezza. Per questo motivo, il dosaggio con polvere tende a essere più alto e meno preciso, pertanto conviene privilegiare l’uso costante piuttosto che una precisione millimetrica nelle quantità. Se assume la polvere, i dosaggi quotidiani comunemente sono nell’ordine di 3.000–5.000 mg al giorno.
Inizi con dosaggi più bassi e aumenti gradualmente: parta da dosi minime e incrementi progressivamente sino a raggiungere i dosaggi completi, monitorando come il Suo organismo risponde. Avvertenza: raramente sono stati segnalati effetti collaterali come problemi epatici, disfunzioni tiroidee o disturbi gastrointestinali. Non deve essere utilizzata in gravidanza, allattamento o in caso di tumore prostatico ormono-dipendente.
Quando assumerla
L’ashwagandha può essere assunta la mattina o la sera, in base all’obiettivo.
Al mattino è ideale per l’adattamento allo stress e l’energia stabile diurna
Alla sera può essere utile qualora l’obiettivo principale sia rilassamento e qualità del sonno
In molti casi, la suddivisione della dose in due assunzioni, mattina e sera, produce effetti più stabili.
La nostra raccomandazione generale è di privilegiare la mattina e il primo pomeriggio, abbinate poi a reishi la sera per un approccio più completo alla gestione dello stress.
Altri ingredienti con cui abbinarla
L’ashwagandha funziona bene sia da sola sia all’interno di miscele più complesse.
Spesso viene abbinata in stack nootropici con:
Altri adattogeni per un supporto allo stress più ampio
Minerali come il magnesio per la regolazione del sistema nervoso
Composti ad azione pro-sonno, recupero o metabolismo
Il suo ruolo in questi mix raramente domina, ma stabilizza la base consentendo agli altri ingredienti di agire meglio.
Costanza più che intensità
Assumere più ashwagandha non significa necessariamente migliori risultati.
I suoi effetti si devono a una modulazione graduale dei sistemi regolatori, come l’asse HPA e la segnalazione nervosa. Questi sistemi rispondono meglio a un’assunzione regolare e ripetuta, piuttosto che a dosi elevate ma irregolari.
Pensila come un processo di ri-allineamento graduale di un sistema a lungo sbilanciato, più che come un interruttore immediato.
Come abbinarla
L’ashwagandha grezza ha un sapore deciso, terroso e poco gradevole. Il suo nome in sanscrito significa approssimativamente "odore di cavallo", il che dice praticamente tutto. Capsule e compresse sono l’opzione più comoda. Se utilizza la polvere, consigliamo di mascherarne il gusto mescolandola con latte caldo, porridge, o yogurt con frutta e miele, pratica che rispecchia l’uso tradizionale (molto simile a come si assume curcuma), rendendo il tutto più gradevole.
Polvere
Per chi è adatta l’ashwagandha?
Se sta leggendo questo testo sul Suo smartphone tra una commissione e l’altra, l’ashwagandha potrebbe fare al caso Suo. La consideri se:
È interessato agli adattogeni e vuole saperne di più su questo ingrediente apprezzato dalla tradizione e dalla scienza
Si sente irrequieto e mentalmente “teso” anche quando fisicamente esausto
Il sonno non La rigenera e si sveglia stanco come quando è andato a letto
Lo stress ha iniziato a influenzare il Suo corpo o la Sua funzione (ad esempio aumento del peso, ciclo mestruale irregolare, marcata assenza di libido)
Dipende dalla caffeina, non solo come fa tutto il mondo occidentale, ma se la utilizza letteralmente solo per poter funzionare normalmente
È una donna oltre i 35 anni e cerca ogni possibile soluzione per facilitare la transizione da perimenopausa a menopausa
L’ashwagandha è adatta a chiunque desideri una freccia naturale in più al proprio arco per far fronte agli effetti stressanti della vita moderna.
Come e perché Junai utilizza l’ashwagandha
Junai utilizza polvere di radice intera di ashwagandha biologica coltivata in India. È disponibile in confezioni da 250 g, corrispondenti a circa 50 dosi giornaliere. Riconosciamo i vantaggi degli estratti standardizzati, ma crediamo anche nei benefici del cibo intero, grezzo. Inoltre, spesso gli estratti si concentrano solo su specifici composti — i withanolidi — trascurando molte altre sostanze benefiche dell’ashwagandha, tutte con un contributo cumulativo agli effetti della pianta. Offrire la polvere secca, inoltre, ci consente di evitare investimenti in processi estrattivi o formulazioni complesse, mantenendo il prodotto quanto più accessibile possibile per Lei.
Siamo lieti di offrire l’ashwagandha poiché integra perfettamente tutti e 3 i nostri prodotti principali:
Junai HIM → forza, supporto al testosterone, recupero
Junai HER → sostegno al sistema nervoso, equilibrio emotivo, armonia ormonale
Junai SLIM → riduzione delle voglie da stress e dei disturbi metabolici
È raro che un ingrediente sia così versatile da sostenere tre formulazioni radicalmente diverse. Quando lo troviamo, siamo entusiasti e desideriamo renderlo disponibile.
Cosa aspettarsi dall’Ashwagandha
Come per la maggior parte degli adattogeni, gli effetti non sono immediati. L’ashwagandha non è uno stimolante e, come scritto, non è una sostanza miracolosa. È senza dubbio un ottimo ingrediente, ma i suoi benefici si manifestano gradualmente e in modo cumulativo. La maggior parte delle persone inizia a percepire cambiamenti sottili in:
1–2 settimane → sensazione ridotta di stress e tensione
3–4 settimane → qualità del sonno e stabilità emotiva migliorate
Uso prolungato → energia, forza e recupero più continui
La regolarità nell’assunzione è fondamentale, poiché l’uso occasionale non produce gli effetti desiderati.
Riepilogo rapido sull’Ashwagandha
Molto più di una semplice radice utilizzata in medicina ayurvedica, ashwagandha o Withania somnifera è:
Uno degli adattogeni più classici, ricco di withanolidi che aiutano l’organismo a regolare la risposta allo stress.
Fornita di composti bioattivi ad azione ampia, che vanno dalle proprietà antiossidanti e antinfiammatorie a potenziali effetti antinfiammatori e anti-tumorali.
Un alleato chiave nel mondo moderno, pensato per mantenere il Suo sistema di risposta allo stress in costante sovraccarico.
Disponibile in varie forme, inclusi gli estratti standardizzati e la polvere secca Junai.
Solubile sia in acqua sia in grassi; per la miglior biodisponibilità, è preferibile mescolarla con grassi salutari.
Efficace con l’uso costante, non con effetto immediato. Pertanto, non è importante l’orario di assunzione, anche se suggeriamo di preferirla durante la giornata ed abbinarla al reishi la sera.
Non è una pianta magica o mistica, nonostante la sua origine indiana. L’effetto è lento, graduale, e richiede settimane prima di manifestarsi.
All’inizio, assuma piccole quantità e incrementi gradualmente mentre l’organismo si abitua e risponde.
IN NESSUN CASO deve essere assunta in gravidanza, durante l’allattamento, in caso di tumore alla prostata ormono-sensibile o con altri farmaci noti per la loro tossicità epatica.
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Pogosta vprašanja o Ashwagandha
Kaj je Ashwagandha?
Kakšni so učinki Ashwagandha?
V katerih Junai izdelkih je Ashwagandha?
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