Viviamo in un’epoca in cui sempre più persone si rivolgono alla natura, non come ad un ideale romantico, ma come ad una fonte comprovata di sostegno per il corpo e la mente. Tra gli adattogeni naturali che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione sia della medicina tradizionale sia della scienza occidentale, una categoria si distingue: i funghi funzionali. E tra questi, uno in particolare primeggia. Letteralmente.
Cosa sono i funghi funzionali e perché non sono «solo» cibo
Il termine funghi funzionali si riferisce a specie di funghi che contengono composti bioattivi con effetti fisiologici sull’organismo, andando quindi oltre il semplice valore nutrizionale. Non sono un alimento nel senso classico. Sono più vicini agli adattogeni: sostanze naturali che aiutano il corpo a ristabilire l’equilibrio, ad adattarsi allo stress e a sostenere i sistemi chiave.
I funghi funzionali includono specie quali:
Reishi (Ganoderma lucidum): tradizionalmente denominato «fungo dell’immortalità»
Chaga (Inonotus obliquus): ricco di antiossidanti
Lion’s Mane (Hericium erinaceus): noto per i potenziali effetti sulle funzioni cognitive
Cordyceps (Cordyceps sinensis / militaris): spesso associato all’energia e alla resistenza
Turkey Tail (Trametes versicolor): ricco di polisaccaridi immunomodulanti
Ognuno ha la propria «specialità», ma un nome ricorre costantemente nella letteratura, tradizione e scienza moderna.
Reishi: un fungo di 2000 anni e più attuale che mai
Ganoderma lucidum, noto in sloveno come leskloplodna katonosnica o semplicemente reishi (nome giapponese), è conosciuto nella medicina cinese da almeno 2000 anni. Era chiamato
Ling Zhi (灵芝), che si traduce come «fungo del potere spirituale» o «fungo divino».
Nei testi classici cinesi, incluso lo Shen Nong Ben Cao Jing (erbario cinese del I o II secolo d.C.), il reishi è classificato tra i «rimedi superiori», sostanze da assumere a lungo termine per mantenere la salute, senza effetti collaterali.
Composti attivi: cosa contiene effettivamente il reishi
L’efficacia del reishi non è un mistero né un mito, poiché si basa su componenti bioattive ben documentate. Ognuna ha la propria funzione.
1. Triterpenoidi — acidi ganoderici
I triterpenoidi sono uno dei motivi principali che rendono il reishi così speciale. Ganoderma lucidum contiene oltre 150 diversi composti triterpenoidi, tra i quali gli acidi ganoderici (ganoderic acids A, B, C, D...) sono i più studiati.
Effetti documentati:
Agiscono come antinfiammatori: inibiscono le vie pro-infiammatorie nell’organismo
Sostengono la funzione epatica: sono studiati per i loro effetti epatoprotettivi
Hanno proprietà antiossidanti: neutralizzano i radicali liberi
In studi in vitro e su animali mostrano un’attività studiata nel contesto del supporto alla sorveglianza immunitaria
I triterpenoidi sono solubili in alcool, il che significa che il metodo di estrazione e la forma del preparato sono fondamentali. Le estrazioni acquose non isolano questi composti con la stessa efficacia della doppia estrazione (acqua + alcool).
2. Beta glucani — polisaccaridi immunomodulanti
I beta glucani sono polisaccaridi presenti nelle pareti cellulari dei funghi, lieviti e di alcuni cereali. Nel contesto del reishi, sono particolarmente studiati i beta-1,3/1,6-glucani, che:
Modulano il sistema immunitario: attivano i macrofagi, le cellule NK e le cellule dendritiche
Agiscono come PAMP (pathogen-associated molecular patterns): attivano i recettori delle cellule immunitarie come Dectin-1
Sono ben tollerati e sicuri per uso a lungo termine
I beta glucani sono solubili in acqua, quindi vengono estratti con una normale estrazione acquosa.
3. Adenosina — per il supporto cardiovascolare
Il reishi contiene anche adenosina, un nucleoside purinico che svolge un ruolo in:
Sostenere il normale ritmo cardiaco
Favorire il rilassamento vascolare
Influenza sulla qualità del sonno, l’adenosina è uno dei principali regolatori endogeni della sonnolenza
Cosa dice la scienza occidentale: panoramica delle principali ricerche
Il reishi non è solo appannaggio della medicina tradizionale. Negli ultimi due decenni il numero di studi pubblicati è aumentato esponenzialmente.
Sistema immunitario
Una revisione sistematica pubblicata su Cochrane Database of Systematic Reviews (Jin et al., 2016) ha analizzato gli effetti dei preparati di reishi nei pazienti oncologici. Gli autori hanno concluso che il reishi «potrebbe essere raccomandato come trattamento aggiuntivo alternativo in combinazione con la terapia oncologica», mettendo in particolare evidenza gli effetti immunostimolanti dei polisaccaridi.
Studi separati hanno dimostrato che gli estratti polisaccaridici di reishi aumentano l’attività delle cellule NK (cellule natural killer) e stimolano la produzione di interleuchine.
Stress e ansia
Uno studio clinico pilota (Tang et al., 2005) ha dimostrato che i pazienti con nevrastenia dopo otto settimane di assunzione di estratto di reishi hanno riportato un miglioramento statisticamente significativo della stanchezza e del benessere rispetto al placebo.
I triterpenoidi del reishi sono studiati come potenziali modulatori dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene), ossia il sistema che regola la risposta allo stress nell’organismo.
Sono
Studi su animali hanno dimostrato che gli estratti acquosi di reishi prolungano il tempo totale di sonno, in particolare la fase NREM, il che è in linea con il ruolo dell’adenosina e di alcuni polisaccaridi nella regolazione del sonno.
Protezione antiossidante
Il reishi contiene anche eritadenina, lucidenone e diversi composti fenolici che, insieme agli acidi ganoderici, svolgono un’azione antiossidante. Lo studio dello stress ossidativo nel contesto dell’invecchiamento e delle malattie croniche è un ambito in cui il reishi mostra un profilo promettente.
Come scegliere un preparato di reishi di qualità?
Poiché il mercato dei funghi e degli adattogeni è esploso, la differenza tra prodotti di qualità e prodotti scadenti è enorme. Su cosa concentrarsi:
Metodo di estrazione
Estrazione acquosa → isola i beta-glucani (polisaccaridi)
Estrazione alcolica → isola i triterpenoidi (acidi ganoderici)
Doppia estrazione → ottimale, perché permette di ottenere entrambe le classi di composti
Parte del fungo
Corpo fruttifero (fruiting body) → contiene maggiori concentrazioni di principi attivi
Micelio → più economico, spesso coltivato su cereali, che riduce la concentrazione di principi attivi e aggiunge carboidrati dal substrato
Origine e coltivazione
La coltivazione biologica riduce il rischio di contaminazione da metalli pesanti e pesticidi
I funghi sono bioaccumulatori, assorbono sostanze dall’ambiente
Per chi è indicato il reishi?
Il reishi è uno di quegli adattogeni naturali che sostengono l’organismo nel tempo, senza stimolarlo in modo eccessivo.
Persone a cui tradizionalmente, secondo le evidenze disponibili, il reishi può essere utile:
Persone sottoposte a stress cronico, che cercano un sostegno naturale senza «chimica»
Chi desidera supportare il sistema immunitario, specialmente nei cambi di stagione
Persone con disturbi del sonno che cercano un’alternativa naturale
Individui attivi che desiderano mantenere la resistenza dell’organismo sul lungo termine
Adulti anziani che investono nella prevenzione della salute
Perché il reishi è più di una moda?
Il reishi non è un prodotto di una moda passeggera. Si tratta di un fungo con una documentazione storica di 2000 anni, un crescente corpo di evidenze cliniche e precliniche occidentali e composti bioattivi ben caratterizzati.
In un mondo in cui lo stress è diventato una condizione cronica e la ricerca dell’equilibrio una necessità, non un lusso, il reishi offre esattamente questo: sostegno ed equilibrio.
Fonti e bibliografia
1. Jin X. et al. (2016). Ganoderma lucidum (Reishi mushroom) for cancer treatment. Cochrane Database of Systematic Reviews. DOI: 10.1002/14651858.CD007731.pub3
2. Tang W. et al.(2005). A randomized, double-blind and placebo-controlled study of a Ganoderma lucidum polysaccharide extract in neurasthenia. Journal of Medicinal Food, 8(1), 53–58.
3. Wachtel-Galor S. et al.(2011).
Ganoderma lucidum (Lingzhi or Reishi): A Medicinal Mushroom. In: Benzie IFF, Wachtel-Galor S (eds.) Herbal Medicine: Biomolecular and Clinical Aspects. 2nd ed. CRC Press.
4. Gao Y. et al. (2003). A Phase I/II Study of Ling Zhi Mushroom Ganoderma lucidum Extract in Patients with Type II Diabetes Mellitus. International Journal of Medicinal Mushrooms, 6(1).
5. EFSA — European Food Safety Authority. Health claims: Article 13 and 14 claims. Disponibile su: [https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/health-claims](https://www.efsa.europa.eu/en/topics/topic/health-claims)
6. Regolamento (CE) n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari.
7. Batra P. et al. (2013). Probing Lingzhi or Reishi Medicinal Mushroom Ganoderma lucidum (Higher Basidiomycetes): A Bitter Mushroom with Amazing Health Benefits. International Journal of Medicinal Mushrooms, 15(2), 127–143.
8. Cui X.Y. et al. (2012). Extract of Ganoderma lucidum prolongs sleep time in rats. Journal of Ethnopharmacology, 139(3), 796–800. DOI: 10.1016/j.jep.2011.12.020
Il contenuto di questo blog è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico professionale. Gli integratori alimentari non sono farmaci e non sono destinati alla cura, prevenzione o trattamento delle malattie.
Reishi
Reishi è un fungo che cresce su alberi duri e tronchi essiccati. I suoi composti bioattivi, principalmente polisaccaridi e triterpenoidi, sono potenti sostanze adattogene e agiscono anche come antiossidanti e agenti antinfiammatori.
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